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mercoledì 13 novembre 2013

Panini al vapore ripieni


Ingredienti per 6 panini:

140 g di farina integrale
60 g di semola
100 g circa di acqua tiepida
un cucchiaino di lievito di birra secco
un cucchiaino di malto
mezzo cucchiaino di sale
un cucchiaio d'olio extravergine
200 gr di carote
due cucchiai di pasta di sesamo
un cucchiaio di semi di sesamo
mezzo limone
6 cubetti di Sbrinz di circa 1,5 cm per lato ovvero un parallelepipedo di 9x1,5x1,5 cm ovvero un cubo di 4,5 cm per lato ovvero...


Lo street food nel mio immaginario è qualcosa di unto grasso e porcoso che si mangia mentre si cammina.
Ed è curioso pensare che sia diventata la moda del momento dopo anni di smaronamento di filosofia slow food nata in contrapposizione proprio ai fast food degli anni '80.
Ma d'altronde si sa, le mode sono altalenanti e tutto ciclicamente torna in auge.

E così come io sono appena andata in cantina a tirar fuori le Dr. Martens che usavo alle superiori, quelli che anni fa avevano una panineria che poi gli è toccato trasformare in ristorante, ora stanno facendo la corsa a vendere i locali per andarsi ad aprire un chiosco che tanto comunque toccherà smantellare tra qualche anno.
Che vita del cazzo.

Ma come si suol dire non tutto il male vien per nuocere. Quindi alla fine ben venga anche la riscoperta dello street food se fatto con prodotti di buona qualità e se serve a mantenere memoria delle ricette e usanze della tradizione magari riuscendo ad adattarle in base alle nuove consapevolezze del tipo che si ok che il fish&chips è buono ma magari il piombo dell'inchiostro della carta di giornale anche no.

E dato che io sono una persona di mentalità aperta quando ho visto il contest di Peperoni e Patate proprio sullo street food non ho esitato un momento.
E vorrei tanto dirvi che non ho saputo resistere perché non vedevo l'ora di mettere in moto la mia creatività, ma la realtà è che quando ho visto che mi avrebbero spedito a casa 1.5 kg tra Sbrinz e Gruyere non ho capito più niente.

Quindi insomma in pratica con la scusa di dover testare i formaggi prima puri poi declinati in varie ricette, intanto mi sono abbuffata e poi ho pensato alla ricetta.
Ed avrei tanto voluto far qualcosa di tradizione locale ma io abito vicino a Milano e qui di locale ormai non c'è proprio più una mazza e difatti il nostro street food è esclusivamente importato.

Come primo tentativo ho pensato ad una tempura di Sbrinz e frutta di stagione. 
Così ho preparato una pastella leggera di farina e birra aggiungendo un pochino di cacao amaro all'impasto e poi ho fritto piccoli parallelepipedi di formaggio impastellati alternati a fette di mela verde e uva.

E meno male che ho fatto una prova con pochi pezzi perché il risultato è stato merda.
Troppo grasso, troppo unto, troppa roba colante che bruciava sul fondo della padella, troppi sensi di colpa, troppo tutto.

E anche se in effetti qualcuno mi ha fatto notare che non ci sarebbe stato bisogno di provare a friggere del formaggio per capire che il risultato sarebbe stato un po' grasso al palato, attribuisco il fallimento esclusivamente al fatto di aver utilizzato troppo poco olio in padella (ora però almeno sappiamo che 2 dita di olio non possono esattamente considerarsi olio profondo..).

In ogni caso non ho ritentato l'esperimento perché ho pensato che sarebbe stato vergognoso presentare sul blog una ricetta di formaggio fritto dopo essermi dilungata così tanto sui benefici della dieta mediterranea.
E quindi al secondo tentativo ho cercato di far qualcosa di più leggero e sano.

E il formaggio è così finito in dei paninetti cotti al vapore -che non è che siano più leggeri di quelli al forno ma semplicemente non fanno la crosta- insieme a delle carote e a della pasta di sesamo che con il suo amarognolo bilancia bene la dolcezza della verdura e la sapidità dello Sbrinz.
Minchia quanto sono professional.

PS ovviamente non mi sono impegnata troppo nella foto che sennò altrimenti sarei risultata troppo brava e non mi avrebbero preso in considerazione per il corso di fotografia in palio. 

Per questi panini fate sciogliere in un po' d'acqua tiepida addolcita con malto il lievito secco, come da istruzioni sul vasetto. Mischiatelo poi con le farina, il sale e l'olio.
Impastate per bene fino ad ottenere una palla liscia e fate lievitare in luogo tiepido per circa due ore fino a raddoppio del volume.
Lessate le carote tagliate a tocchetti in una pentola con poca acqua e un pizzico di sale.
Passatele con lo schiacciapatate che si chiama così ma si può usare lo stesso.
Mischiate la pasta di sesamo con un cucchiaino di succo di limone e un pizzico di sale.
Prendete l'impasto, dividetelo in sei parti e stendete ogni parte a forma di cerchio ad uno spessore di circa 3-4 mm.
Distribuite un velo di pasta di sesamo fino ad un cm dal bordo, uno strato di purè di carote e piazzateci al centro il cubetto di formaggio.
Chiudete a sacchetto, rigirate la chiusura verso il basso e mettete a lievitare per un'altra mezz'ora.
Portate a bollore l'acqua della vaporiera con la buccia del limone.
Foderate il cestello con la carta da forno, adagiateci i panini, bagnateli leggermente sopra e cospargeteli coi semi di sesamo.
Cuocete per 20 minuti e mangiateli ancora caldi ma non troppo.

Con questa ricetta partecipo al contest Swiss Cheese Parade dei Formaggi dalla Svizzera.




lunedì 17 giugno 2013

Il contest dell'Estate: I piatti delle Stars! Ed altri imperdibili eventi



Cosa fate tra il 10 luglio e il 2 agosto?

Cosa dite? Non andate al mare perchè c'è troppa sabbia?
In montagna no perchè è troppo in alto? Al lago no perchè è troppo bagnato?

Ecco, quindi, piuttosto che stare a casa sul divano, che poi con sto caldo rischiate di fondercivisi insieme, cosa ne dite di fare un salto a Siena a seguire un favoloso concerto o uno spettacolo sotto le stelle nella splendida location di Piazza del Duomo?
La Iko International e Regione Toscana in collaborazione con la Confcommercio di Siena hanno pensato proprio a voi!
Guardate qui cos'hanno da proporvi: http://www.sienaandstars.com.

Ma, nel frattempo, volete qualche esempio?
Ok.
Da quando avete visto Banderas in "Ti va di ballare" non sognate altro che assistere ad uno spettacolo live di Tango?? (o Banderas, ma su quello non possiamo aiutarvi). Bene, allora fiondatevi il 14/07 a vedere Miguel Angel Zotto!
Il vostro compagno è appassionato di Jazz tanto da aver riempito la casa di vinili?? Allora non potete non regalargli un week end a sorpresa il 24/07 a vedere Claudio Fasoli!
Preferite i ritmi cubani? Allora prendete un bel mojito e gustatevi il 19/07 i Buona Vista Social Club.
Amate spasmodicamente i Baustelle??!! E allora siete ancora più fortunati perchè il 28/07 luglio, insieme a loro, trovere anche a me!! Che per fortuna vostra non sarò lì a cantare. 
O perlomeno non dal lato del palco. 
Anzi no, non è vero, io sarò oltre il palco, perchè potrò andare nel back stage!!!
Infatti non so come dirvelo, perchè sarete tutti invidiosissimi e non dormirete più la notte, ma io, proprio io, insieme ad altre 23 blogger ho avuto un deretano incredibile. 
Più di quanto già non lo abbia realmente.

Ma com'è iniziato il tutto?
E' andata più o meno così:

Ufficio. 
Interno giorno.
Squilla il telefono.
"Ciao, sono io"
"Buonasera dottore"
Muahaha no scherzo dai, quella è un altra storia.
"Ciao, son la Patty, sei seduta?"
"Sì" (da circa 7 ore peraltro..).
"Senti, la confcommercio ha pensato questa cosa: cosa ne diresti di venire due giorni a Siena, assistere al concerto dei Baustelle, andare nel back stage, testare l'ospitalità della zona e, per animare in modo particolare una delle serate, preparare un menù personale in collaborazione con lo chef di uno dei ristoranti che proporranno le cene pre-concerto?"
5 secondi di silenzio.
Va beh dai, saranno quelli dello ZOO di 105 che fanno gli scherzi.
Ma, nel dubbio, siccome io sono una yes woman, e nonostante stessi già iniziando a pezzare, ho detto sì.
Si! Si! SIIIIIIIII! 
E sarò mica così scema da rifiutare??!

E quindi insomma, cosa farò lì due giorni?? 
Eh, intanto lavorerò alacremente per preparare un menù coi fiocchi (giuro, niente Gutalax ;-))) che potrete assaggiare se verrete a trovarmi, e poi nel resto del tempo gozzoviglierò con le altre 3 fantastiche blogger che saranno con me quel weekend saltando (più che altro rotolando) da una degustazione all'altra.
Ecco insomma, diciamo che mi sacrificherò per testare l'ospitalità Senese per voi.
Perché, come si suol dire, è uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo.

Ma le novità sbalorditive non sono finite qui. 
Volete sapere chi sono le altre 23 blogger che parteciperanno agli eventi e dove potrete incontrarle? Volete controllare la rassegna, prenotare hotel e ristoranti, visite tematiche e cene nei ristoranti convenzionati, comodamente seduti sul wc di casa mentre giocate col vostro smartphone nella pausa relax post ufficio??? E allora non potete non scaricare l'App Inner Siena&Stars, la prima in Italia di questo genere, che troverete anche qui, dal 28/06!

Non siete ancora soddisfatti? Come dite?? Volete qualcosa che vi riguardi ancora più da vicino?? Cooooosa???! Volete soggiornare a Siena in coppia a gratis e vedere pure il concerto di Ludovico Einaudi??
Bravi, bravi. Mi siete piaciuti e per me è sì.
Quindi ecco tutto per voi il contest dell'Estate!!

Come partecipare?? E' semplice!
Guardatevi il calendario eventi, scegliete un artista o un genere musicale che vi ispiri un piatto (antipasto primo dolce quello che volete), preparate una ricetta e pubblicatela sul vostro blog tra il 17 giugno e il 17 luglio.
Segnalate il link sul sito della Patty (Andante con gusto) dove troverete anche tutte le regole del contest, e incrociate le dita.
Se vincerete, oltre ad accaparrarvi biglietti VIP per il concerto di Einaudi e soggiorno e cena per due persone a Siena, la vostra ricetta sarà realizzata da uno dei ristoranti partecipanti!

Io, come dire, per ovvi motivi, non posso partecipare al contest. Però sono stata talmente ispirata che ho voluto comunque dare il mio contributo.
E cos'ho preparato?? Dei tartufi salati di ricotta.
Semplici, eleganti, puliti, stupefacenti ed emozionanti come solo la musica di Ludovico Einaudi sa essere.
Ed eccoli qui, tutti per voi.




Ingredienti per circa 12 tartufi:

200 gr di ricotta
30 gr di parmigiano grattugiato
20 gr di pangrattato
la buccia grattugiata di due limoni
un pizzico di noce moscata
50 gr di mandorle tritate

Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto lavorabile con le mani (aggiungendo o diminuendo il pangrattato, se necessario).
Formate delle palline del diametro di circa 3 cm e rotolatele nelle mandorle tritate.
Mettete nei pirottini e conservate in frigo.

PS Oltre alla magnifica ricetta (;-)) vi piace pure la scatola della foto??? Ok, qui trovate il template.
Salvatelo, stampatelo su un foglio A4, piegate sui tratteggi, tagliate i bordi, incollate le alette e via.



domenica 16 dicembre 2012

THE XMAS PROJECT - THE END


3 FOODBLOGGER 2 STATI 1 INCONTRO 6 SPRIZT 100.000 MAIL 5.000.000 DI RISATE 3.689 VISITE 80 DOWLOAD 86 COMMENTI 9 RICETTE 1 pdf tanti finalisti 1 solo vincitore milioni di ringraziamenti 3 FOODBLOGGER 2 STATI 1 INCONTRO 6 SPRITZ 100.000 MAIL 5.000.000 DI RISATE 3.689 VISITE 80 DOWLOAD 86 COMMENTI 9 RICETTE 1 pdf tanti finalisti 1 solo vincitore 3 FOODBLOGGER 2 STATI 1 INCONTRO 6 SPRIZT 100.000 MAIL milioni di ringraziamenti 5.000.000 DI RISATE 3.689 VISITE 80 DOWLOAD 86 COMMENTI 9 RICETTE 1 pdf tanti finalisti 1 solo vincitore

E' stata dura. 

E' stata dura fare tutto questo, è stata dura scegliere il vincitore ed è stata dura più che altro riprendersi dai mal di pancia di risate fatte prima, durante e dopo questo progetto.

E ci sarebbero veramente tante cose da dire e tante menzioni speciali da attribuire ma purtroppo mi sta scadendo lo yogurt e devo scappare.

Quindi ringrazio sentitamente tutti voi per l'impegno e l'affetto che ci avete dimostrato e con gioia, ma pure un po' a malincuore per aver potuto scegliere un solo commento, faccio partire l'applauso e vi comunico che la vincitrice è.......LINA per il commento lasciato sul post de Il Senso Gusto

Applausi per Lina Lina Lina Lina Lina! Applausi applausi applausi per Lina!

Ecco, di commenti che ci hanno fatto ridere ce ne sono stati veramente tanti e ognuna di noi aveva le sue preferite da portare in finale, ma Lina è stata l'unica ad essere stata scelta all'unanimità per aver centrato in pieno lo spirito del progetto.
Quindi grazie a tutti e complimenti a Lina per esser riuscita a scrivere un commento sufficientemente pirla :-))

Ricordati di inviare entro domani ad una di noi tre la mail con i tuoi dati altrimenti non possiamo inviarti il superpremio ;-)

Ed ora che la musica è finita, si spengono le luci e gli amici se ne vanno...cazzo finalmente posso stare un po' in pace.

Baci e abbracci a tutti e che la pirlitudine sia con voi (dato che siamo in periodo di panettoni).

martedì 4 dicembre 2012

THE XMAS PROJECT


Cari lettori
e casuali avventori,

il Natale si avvicina
ed aumenta la benzina.

Il clima è alluvionale
e cresce l'addizionale.

Si taglia l'agrifoglio
e si svuota il portafoglio.

Si stringe la cintura
e avanza l'incazzatura.

Si accendono le luci
e si vedon visi truci.

Si cercano regali
e altro che sensazionali...

Ma in questo clima decadente,
per fortuna noi abilmente,

in un modo eccezionale
vi tiriamo su il morale. 

Tanti auguri di Buon Natale
da Robi, Sarah e Vale.



Cos'altro c'è da aggiungere??
Ah si, sfogliate qui il pdf oppure scaricatelo direttamente da qui.



*THE XMAS PROJECT - IL GIVEAWAY*




Ovviamente il Natale non sarebbe tale senza un regalo.
Quindi leggete attentamente i dieci comandamenti che seguono per poter ricevere direttamente a casa vostra una bellissima sorpresa esotica proveniente nientepopodimeno che da Londra.
Ma come c'era da aspettarsi da noi, il regalo non è propriamente un regalo ma un kit per fare i regali.
Insomma è proprio un pacco in senso stretto.
Allego qualche foto giusto per stuzzicarvi l'appetito.




Regole del XMAS PROJECT - IL GIVEAWAY

1) Il Natale su questo blog ha inizio oggi 4 Dicembre 2012 e finirà alle 23.59 del 14 Dicembre 2012
2) Può partecipare solo chi possiede un blog (gli altri ne aprano uno…)
3) Il limite massimo dei commenti per ogni blog é 200; nel caso in cui i commenti superassero di parecchio questo numero, verrà aperto un nuovo blog e vi verrà comunicata la data e il luogo in cui saranno firmati gli autografi.
4) Sarà sufficiente lasciare almeno un commento su uno dei tre blog (Cibo ForMe, Sale QuBi, Il Senso Gusto); potranno essere commentati tutti e tre i blog ma con commenti differenti (seguendo l’ispirazione del momento). Ma per non offendere nessuna di noi tre, non siate avare(i) di commenti e sentitevi libere(i) di gettarci addosso le vostre minchiate.
5) Esponete il banner del contest (qui sopra) nella barra laterale del vostro blog indicando che partecipate al contest dei blog sopra indicati (da citare tutti e tre nell’ordine che preferite). Il banner dovrà essere linkato direttamente a uno dei post dedicati al contest in cui lascerete i vostri commenti.
7) I vincitori saranno resi noti entro il 16 Dicembre 2012, con una comunicazione pubblicata su tutti e tre i blog;
8) La(il) vincitrice(ore) dovrà inviare una email alla titolare del blog su cui avrà lasciato il commento vincente per comunicare l’indirizzo dove poter spedire il premio. Dato che si tratta di cose natalizie, scrivete subito altrimenti vi toccherà attendere Natale del 2013 per poterle utilizzare. Nel caso in cui non dovessimo ricevere alcuna email da parte del vincitore entro 24 ore dalla comunicazione del nome, verrà dichiarato un altro vincitore. In tal caso, il vincitore che verrà escluso non riceverà alcun premio e non potrà avanzare nessuna ulteriore richiesta; (quindi poi non lamentatevi se non riceverete questi meravigliosi gift).
9) I commenti saranno giudicati secondo i seguenti criteri:
    a) L’originalità del commento
    b) La lunghezza del commento
    c) L’amore che nutrite verso la foodblogger in questione
    d) Il numero dei commenti lasciati
    e) Quanto ce fate ridereeee!
10) I giudici che valuteranno i commenti saranno tre: due professioniste dell’ironia (Vale e Sarah) e una (Robi) che ha avuto la forza di volontà di arrivare fino alla fine di questo progetto. A loro insindacabile giudizio, tra i commenti pervenuti sarà scelta(o) la (il) vincitrice (ore).

Ecco quindi insomma....che vinca il più pirla!! Con affetto, ovviamente.

mercoledì 28 novembre 2012

Biscotti di quinoa e riso


Ingredienti per circa 8 biscottoni:

125 grammi di farina di quinoa
125 grammi di farina di riso integrale
125 grammi di burro di centrifuga
1/2 cucchiaino di sale fine integrale
130 grammi di zucchero grezzo chiaro
1 uovo

Mi sono fatta fregare per la seconda volta.

Ho ri-adottato il lievito madre. 
La prima volta me ne stancai dopo il primo utilizzo e lo diedi in affidamento a mio padre che lo accudì amorosamente per un anno finchè poi non si dimenticó di archiviarne la metà e lo ficcó per intero in una pagnotta. 
E da lì mi resi conto che forse non era ancora il caso fare figli. 
E nemmeno di prendere un cane.
Recentemente poi, vuoi la consapevolezza alimentare in via di acquisizione, vuoi un attimo di debolezza, l'ho accolto nuovamente in casa.
E pertanto ora ho un nuovo convivente che chiamero per comodità Gianantoniomariaconcetta. 
In lizza c'erano pure Brunantonio e Antonfortunato ma alla fine ho optato per il più semplice.
A dir la verità mi piaceva anche il suono onomatopeico di Ugo, ma già il mio pollo-avatar si chiama così e non volevo si ingelosisse.
E poi in ogni caso sarebbe stato un casino chiamarli con lo stesso nome perchè ogni volta sarebbero arrivati entrambi.

E quindi niente, mentre meditavo sul come usarlo si è presentata la Sonia col suo babà e la Robi con il suo contest.
Quindi, quale migliore occasione per presentare Brunantoniomariaconcetta al mondo?
Ecco, non questa. Dato che il primo tentativo di fare il babà consapevole è fallito miseramente.
Quindi alla fine ho virato su una ricetta più alla mia portata.

Ma torniamo un attimo indietro. Chi è la Sonia e cosa chiedeva il contest della Robi? Risponderò in ordine casuale sparso.
La Robi chiedeva di scegliere una food friend e di reinterpretare una sua ricetta. 
E quando ho letto le condizioni la prima cosa che ho pensato è stata: cacchio chissà quante foodblogger si incazzeranno per non esser state scelte da quelle che credevano fossero le loro migliori food-amiche e chissà quante food-amicizie si romperanno con questo contest.
E la seconda è stata: oddio, e io mo' chi scelgo??!
E così, per non fare un torto a nessuno, ho innalzato i miei pensieri a livelli superiori e ho puntato in alto scegliendo tra le foodblogger con la M maiuscola. 
Di quelle che non sanno manco che esisto, per intenderci.

E quindi alla fine ho scelto lei, la Izn o Sonia chedirsivoglia de Il Pasto Nudo.
Colei che seguo da quando esisteva il commodore 64 e dalla quale ho imparato e continuo ad imparare tantissimo.

E Sonia, volevo solo dirti che... 
Volevo tu sapessi cheeee
cheee non sono come vuoooi 
e non lo sarò maaaai 
ma credimi di averti a modo mio non finiiiroooò 
e a costo di bugiee e di cose poco miee
m'inventerò qualcosa che saprà portarmi a teeeeeeeeeeee.

Tipo scopiazzare i tuoi biscotti di quinoa e dichiarare al mondo il mio amore incondizionato per il tuo blog.

Per fare questi buonisssssimi biscotti peraltro senza glutine (per equilibrarci dopo aver preparato il seitan e per dar da mangiare ai poveri intolleranti rimasti digiuni) dovete mescolare il burro morbido con le uova e con lo zucchero (che io ho frullato per avere una frolla più fine), aggiungere la farina di quinoa precedentemente tostata in padella per qualche minuto, la farina di riso e un pizzico di sale.
Ecco, trattandosi di due farine senza glutine la frolla rimarrà croccante anche dopo varie manipolazioni quindi dateci dentro tranquillamente.
L'impasto che otterrete sarà un po' molliccio, quindi rovesciatelo sulla pellicola senza pvc, chiudetecelo dentro e schiacciatelo per bene all'altezza di mezzo centimetro in modo sia già pronto da tagliare senza ulteriori lavorazioni.
Fatelo riposare in frigo per una mezz'oretta, tiratelo fuori, fate le formine e cuocetele nel forno caldo a 180° per circa 10 minuti fino a doratura dei bordi.
Fate raffreddare i biscotti e se li volete ancora più croccanti rinfilateli in forno per ulteriori 5 minuti.

E sì, so che vi state chiedendo da ore che cosa mizziga ci sia scritto su quei cuori dato che pare vi ci siano stampati dei codici captcha, ma invece no, c'è scritto Food Friend, presbiti!

PS sì, i cuoricini di zucchero li ho fatti io!

Con questo post ovviamente partecipo al contest Foodfriends della Roberta de Il senso gusto.





Ne approfitterei inoltre per ringraziare, con sommo ritardo, la gentilissima Chiara del bellissimo blog La cucina dello stivale che mi ha donato tipo ehm cough! cough!! un mese cough! fa cough! il premio quale blog 100% affidabile.

Anche se mi chiedo come mai mi consideri un blog senza un grande pubblico quando invece in realtà tocco i 15.000.000.000 di visitatori al giorno.....

Il premio chiede di spiegare il motivo per il quale ho aperto il blog.
Ebbene, io l'ho aperto per partecipare ai contest e perchè volevo ricevere un sacco di regali. E questo post ne è l'ennesima prova.
Inoltre chiede di segnalare a mia volta cinque blog che ritengo affidabili e meritevoli di menzione, o minzione, se fanno pisciare dal ridere.
Io in realtà ne avrei mooolti di più a cui fare pubblicità, ma mi sono limitata a selezionare solamente quelli che ritengo impazienti di ricevere questo premio dato che li conosco come particolarmente amanti delle catene di sant'Antonio.
Eccoli:

Ciboforme
Lattefiele
Asinochileggeancora
Ladridiricette
Ilsensogusto

Prendetene tutti e andate in pace.




giovedì 27 settembre 2012

Pasqualina Bollywoodiana


Ingredienti per una torta da 22 cm di diametro:
200 gr di farina manitoba
100 gr di farina integrale
80 ml di vino bianco secco
80 ml d'acqua
un pizzico di sale
30 gr di olio extravergine
200 gr di patate
200 gr di carote
200 gr di cipolle
una manciata di piselli
un cucchiaio di burro chiarificato o di olio
un cucchiaino abbondante di masala indiano per verdure (o curry)
un cm di zenzero grattugiato o la buccia di un limone


I capelli nella mia vita sono sempre stati una costante: tantissimi e dovunque. 
Come i peli tra d'altronde. 
Ma certe cose forse non le volete sapere. O forse non dovrei dirle io. 
Che poi il risultato è lo stesso, un po' come nell'addizione quando sposti gli addendi.
Vi basti sapere che da adolescente quando mi feci bionda (intendo i capelli) qualcuno simpaticamente osò soprannominarmi saggina. 
Come la scopa.
E penso si riferisse solo alle sembianze. Almeno credo.
Comunque e quantunque, a parte il dovunque personale, è il dovunque temporale la parte preoccupante (ma se temporale è riferito al tempo cosa si usa per riferirsi al luogo?).
Infatti la mia vita, purtroppo, è stata segnata da una serie di ritrovamenti capelliferi avvenuti nei momenti meno opportuni. 
Ovvero ad ore pasti.
Ricordo ancora la volta in cui in un ristorante ne trovai uno lunghissimo in un hamburger. E non vinsi nemmeno niente.
Senza contare poi i vari nella pizza, nella pasta, nelle patate. E così via.
C'è chi narra addirittura di averne trovati ripetutamente nel liuk.
E c'è anche chi sostiene che il cibo più infimo in cui è difficilissimo individuarli siano appunto le torte salate. Quelle di spinaci in particolare. E che per questo motivo le abbia totalmente eliminate dalla propria dieta.
E dato che io non sono per niente suggestionabile (infatti è solo per puro caso che da quando vidi Urban Legend, 15 anni fa, ogni volta che salgo in macchina la sera io controlli sempre i sedili posteriori), nel dubbio, no spinaci no party. 
Ma Martini welcome. E anche George. Imagina.
E quindi alla fine, pensa che ti ripensa, ci ho ficcato dentro il ripieno che uso nei samosa, dato che attualmente sono nel trip della cucina indiana.

Per la pasta ho ovviamente seguito fedelmente la favolosa ricetta della Vitto.
Ho quindi impastato le farine con i liquidi, lasciato riposare per un'oretta, diviso l'impasto in cinque palle, steso sottilissimamente ognuna, adagiate le prime tre tutte ben spennellate d'olio nella teglia, messo il ripieno e coperto con le ultime due sempre belle unte.
Quando poi è arrivato il momento di fare la cosa più divertente (ovvero sputacchiare dentro ad una cannuccia infilata nel bordo per gonfiare l'ultima sfoglia), la mia era già gonfissima di per sè e quindi non è stato necessario farlo.
Misteri della sigillatura e del sottovuoto inverso. Oppure la solita sfiga.
Per il ripieno invece, sminuzzate carote e cipolle e fatele leggermente soffriggere a fuoco basso nel burro o nell'olio. Aggiungete le patate tagliate a piccoli cubetti, i piselli, coprite a filo con acqua e un pizzico di sale e fate cuocere fino allo spappolamento totale (ci vorranno almeno 45 minuti).
A fine cottura, ovvero quando avrete ottenuto un quasi-purè abbastanza asciutto, aggiungete le spezie. E no, furboni, non vale frullarlo perchè i pezzettini devono rimanere e si devono sentire.
Assemblate ora la torta nel giusto ordine nonostante io abbia spiegato prima la pasta e poi il ripieno avendo cura di non mettere il ripieno sopra la torta o peggio sotto perchè ormai avete usato tutte le cinque sfoglie disponibili e quindi l'avete già chiusa, e cuocete a 180° per circa 45 minuti.
Servite tiepida o anche fredda che sennò vi si spalma sul tavolo.

Ovviamente con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre


giovedì 12 luglio 2012

Gnocchetti di melanzane e farina di ceci



Ingredienti per 4 persone:
due melanzane medie o tre piccole
300 gr circa di farina di ceci
mezzo spicchio d'aglio
la buccia grattugiata di un limone
una punta di curcuma
una presa di sale
Per la salsa di pomodoro crudo:
due pomodori maturi e sodi
un cucchiaino di capperi
qualche oliva nera
qualche foglia di basilico
una manciata di mandorle tostate
olio extravergine di oliva

E' nato prima il post o la ricetta? 
Questo per me è uno di quei misteri che rimarranno per sempre irrisolti come quello dell'uovo e la gallina, dell'origine dell'universo o del perchè mai abbiano prodotto trasmissioni come Mammoni e Tamarreide. 
Programmi che, ci tengo a sottolineare con l'evidenziatore, ho seguito solo sporadicamente e anche un po' spasmodicamente per una questione prettamente antropologica. Cosa che comunque ancor mi pento di aver fatto e motivo per il quale tutt'ora giro col cilicio e mi flagello anche un po' ogni sera prima di andare a letto. 
Vi dico subito che non mi addentrerò nel suddetto argomento per evitare di diventare scurrile come uno scaricatore di porto al quale hanno appena fregato il portafogli e pestato un piede, con tutto il rispetto per gli scaricatori di porto e per i piedi, ma passerò subito al perchè di questa domanda esistenziale. 
Il fatto è che io finora ho sempre fatto ricette e scritto il post di conseguenza, ma avendo ormai esaurito l'archivio di quelle pronte e non cucinando quasi più sempre per il caldo di cui non vi voglio parlare, mi capita ormai di scrivere prima il post e successivamente farci una ricetta sopra, giusto per rendere le cose semplici. E non che questo sia un problema, è solo che di fatto continuando così, l'equilibrio tra numero di ricette e quantità di cazzate si sposterà pericolosamente dalla parte delle seconde, segnando forse un naturale cambiamento di questo blog. 
Un po' come chi partorisce evolve in un mommyblog, io regredirò ad un stupidblog, che peraltro non è nemmeno catalogato.
In aggiunta a ciò, come se già questo non bastasse a destabilizzarmi, mi sto rendendo conto che blogspot mi ha preso in antipatia e sta considerando come spam la maggior parte dei commenti che io lascio sugli altri blog.
E a tal proposito lancio un appello: A.A.A. e anche Amici bloggergoogleisti araharharharha, siete gentilmente invitati a controllare periodicamente la cartellina "commenti" e "spam" nel menù del vostro blog, perchè LI' mi troverete. 
E mica fra le parole semplici ed il sapore di un mattino di primavera con gli occhi dell'amore, sia chiaro.
E tu, caro Signor Blogger di sta cippa, mi spieghi cos'è che hai contro di me? Cos'è che ti infastidisce esattamente nella parola SaleQuBi?? Si può sapere una volta per tutte??
Va che se continui così ti boicotto e passo a Wordpress. Ti avviso.

Passando invece alla ricetta, di questo piatto mi piacciono principalmente tre cose, ovvero:
è un secondo travestito da primo. Infatti si tratta solo di verdura e proteine vegetali e quindi va bene per tutti, belli e brutti. Va bene per chi è a dieta, per grandi e piccini, per chi è vegetariano, vegano, per chi è intollerante al glutine, al lattosio e così via. 
E' veloce. In mezz'ora è in tavola. Volendo si può anche preparare l'impasto il giorno prima e tenerlo in frigo pronto da cuocere.
Ultimo, ma non meno importante, non ha proteine miste. E questa è una cosa a cui tengo particolarmente.
Credo che, aldilà della scelta delle materie prime, alcuni accorgimenti siano da tenere in considerazione anche negli abbinamenti delle stesse.
Anche se a volte sembra più difficile, non è consigliabile mischiare proteine di diverso tipo perchè il nostro stomaco e intestino fanno molta più fatica a digerirle, dato che richiedono enzimi differenti.  
La scelta poi di non utilizzare farina di frumento ma farina di ceci, oltre ad un fatto di gusto, l'ho fatta perchè credo che variare il più possibile l'alimentazione sia la cosa migliore da fare per non affaticare l'organismo. A pensarci bene di frumento e di conseguenza di glutine, in commercio ce n'è tantissimo, raffinato, e tutto dello stesso tipo, dato che praticamente la maggior parte degli alimenti industriali sono a base di quello. Pensateci un momento: biscotti, fette biscottate, merendine, brioche, pane, pasta, pizza, dolci, basi pronte. Sono tutti a base di grano tenero o di grano duro. Una volta ce n'erano diverse varietà, i cosidetti grani antichi, come per esempio il kamut, il farro, il senatore cappelli. Tutte qualità che, essendo di minore resa e più difficili da coltivare, in nome del solito Dio denaro sono state soppiantate da un unica varietà, che l'industria ci propina continuamente. E poi ci si stupisce di quante persone intolleranti ci siano. Ci credo, provate a mangiare per anni e anni solo pomodori e vediamo se prima o poi il vostro corpo non si ribella.
Ecco, ora mi posso togliere gli occhiali, scendere dalla cattedra, sciogliere lo chignon e spiegarvi finalmente come fare questi cavolo di gnocchi. Che vi ho pure detto che son veloci ma ci sto mettendo anni ad arrivarci.

Lavate e tagliate a metà le melanzane. Mettele in forno a 220° per circa 20 minuti. Dovranno ammorbidirsi ma non c'è bisogno cuociano totalmente, tanto poi le andremo a ribollire sotto forma di gnocchi.
Tagliatele poi a pezzetti e mettetele in una ciotola con l'aglio, una presa di sale e una di curcuma (dall'alto potere antiossidante e antitumorale) e la buccia di limone grattugiata ed iniziate a frullare col minipimer. Non levate la buccia dalle melanzane che tutte le vitamine sono propri lì e tanto una volta frullata non si sentirà più, promesso. Se avete tempo potete ripassare le melanzane in padella per asciugare l'acqua in eccesso, così vi servirà meno farina per l'impasto. Altrimenti aggiungete subito la farina necessaria ad ottenere un composto molliccio, che si possa modellare con due cucchiaini e sbattere nell'acqua bollente. Cuocete per due/tre minuti da quando i gnocchi salgono a galla e scolateli con una schiumarola.
Per la salsa di pomodoro cruda mettete tutti gli ingredienti in un mixer e frullate. Velocissima.

Con questa ricetta salata partecipo a Get an Aid in the Kitchen di Cucina di Barbara 






Con questa ricetta partecipo all'ultimo (sigh) contest di Ambra del Gattoghiotto "Piccola bottega di campagna" in collaborazione con Malvarosa Edizioni.


mercoledì 4 luglio 2012

Fregula con le arselle



Ingredienti per quattro persone:
1 kg di vongole (arselle in sardo)
350 gr di fregula
1 bicchiere di polpa di pomodoro
mezzo bicchiere di vino bianco
1 spicchio d'aglio
un mazzetto di prezzemolo
olio extravergine d'oliva


La fregula è quella cosa sarda che assomiglia ad un cous cous gigante ma non è cous cous e si risotta come un risotto ma non è un risotto.
E non è manco la fregola che c'è qui a Milano, come mi dice mio papà quando mi vede impaziente: "uè ti, che te gha, la fregola?!" O forse era romagnolo e me lo diceva mia mamma in un altro modo?
Non lo so, perchè alla fine io di romagnolo mi ricordo solo "asluseala", che mi fa sempre tanto ridere. Ma che con la fregola c'entra poco, a meno che non stia piovvigginando mentre la cucinate, certo.
In ogni caso so per certo che la fregula è una pasta sarda che per tradizione si fa con le arselle, che altro non sono che le vongole. Capitto mi hai?!
Sulla pulizia dei molluschi mi ero ampiamente dilungata qui, per cui non mi curerò di loro ma guarderò e passerò.
Il punto fondamentale di questa ricetta è prendere delle vongole fresche. 
E non trapassate come quelle che han venduto a me, che erano chiuse come un naso col raffreddore in gennaio. Ho pure aspettato un po' pregando resuscitassero, ma dopo il terzo giorno in cui non era ancora successo niente le ho rispedite al mittente cercando di farmele sostituire. 
Per preparare questo gustosissimo piatto fate aprire le vongole a fuoco alto in una pentola chiusa con il vino bianco. Cioè, le vongole col vino bianco, non la pentola chiusa col vino. Filtrate l'acqua che avranno rilasciato, sciacquate le vongole sotto l'acqua corrente senza prendere la scossa, sgusciatene una parte e tenete tutto da parte.
In una padella versate un filo d'olio e piazzateci l'aglio schiacciato. Fate andare a fuoco basso per qualche minuto poi aggiungeteci la polpa di pomodoro e la fregula. Mescolate per un paio di minuti poi aggiungete l'acqua delle vongole. Fate cuocere per circa 20 minuti (ma controllate i tempi di cottura della pasta sulla confezione) aggiungendo pian piano un goccio d'acqua bollente alla volta quel tanto che basta a coprire a filo la fregula. Un po' come si fa col risotto.
Quando la pasta è cotta aggiungete le vongole (non prima, per non farle diventare ciccose), il prezzemolo tritato e un generoso giro d'olio.

Con questa ricetta partecipo al contest Geografia in tavola di Danita 



Ne approfitto inoltre per invitarvi a sfogliare il carinissimo OpenKitchenMagazine di Giugno dove, oltre ad una simpatica intervista a Montersino e a diverse idee interessanti, troverete anche un paio di mie ricette.


giovedì 21 giugno 2012

Polpettine di ceci neri e melanzane con ketchup smart



Ingredienti per circa 30 polpettine:
2 melanzane medie
200 gr di ceci neri secchi
buccia e succo di mezzo limone
curcuma
zenzero fresco o in polvere
paprika dolce
sale
sesamo
olio extravergine 

Per il simil-ketchup velocissimo:
8 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di zucchero di canna
sale 

"La cucina per me non è solo un luogo. E' un luogo di culto.
Mi ci reco ogni giorno. Ci compio dei rituali. Ci faccio delle adorazioni. 
E ci prego. 
Soprattutto quando in forno ho un soufflè. 
Quando invece ho gente a cena posso anche arrivare a compiere delle danze propiziatorie. 
La cucina è anche un amica. A volte più facile da gestire. 
Non ribatte quando le urli addosso. 
Non si lamenta quando la sporchi con il sugo. 
Non grida quando le rovesci addosso il caffè bollente. 
Non ti denuncia quando la pesti con un batticarne. 
Non si offende se la trascuri e ti ascolta sempre in silenzio senza interromperti.
E poi la cucina è il mio rifugio. 
Da piccola lo era la tenda degli indiani fatta con un lenzuolo appeso ad un albero in giardino. 
Poi lo è diventato la mia cameretta con il cartello "keep away" sulla porta. 
E poi crescendo lo è diventato la cucina. 
Che da quando non vivo più sola dev'esser rigorosamente abitabile per necessità di sopravvivenza. 
La mia.
La mia cucina ora è il nido in cui posso rifugiarmi quando ho bisogno di decomprimermi. 
E' il mio laboratorio in cui posso far confluire le mie energie e la mia creatività. 
Ma è anche, e soprattutto, il luogo in cui posso solo stare ferma. 
Seduta in silenzio sullo sgabello. 
A guardare fuori dalla finestra. 
Mentre aspetto che cuociano i biscotti. 
Senza bisogno di fare nient'altro." 

Questo microracconto lo trovate anche sul blog della LUBE, che gentilmente mi ha chiesto se volevo dedicargli una ricetta e parlare un po' del mio rapporto con la cucina, cosa che ho fatto volentierissimo.

Per preparare invece queste ottime polpettine procedete come segue:
mettete in ammollo i ceci e lessateli come da istruzioni (i miei necessitavano 2 giorni di ammollo e 2 ore di cottura).
Due. Giorni. Sì. Avete letto bene. Pratici, comodi e veloci. 
Ai 4salti in padella gli fanno una pippa.
Cioè praticamente devi decidere cosa mangiare con tre giorni di anticipo e sperare non capitino contrattempi perchè se poi qualcuno nel frattempo ti invita a cena sei fottuta.
No guarda scusami ma ho i ceci in ammollo, mi spiace, magari la prossima volta avvisami con un po' più di anticipo, ok??! Grazie. 
E tra l'altro non so nemmeno come io sia riuscita a non dimenticarmene. Io. Che non mi ricordo manco cos'ho mangiato ieri.
Cioè, in realtà lo so, dato mi son dovuta mettere il promemoria sul cellulare alla scadenza dei due gironi. Perchè per esperienza già la mattina dopo davanti alla ciotola dell'ammollo sarei rimasta lì inebetita a pensare da quanto tempo fosse lì.
Uhm. Ma da dove arrivano questi ceci? Ma li ho messi io? Ma ieri o l'altro ieri? No forse due giorni fa. O forse ieri mattina?? Ma non è che è uno scherzo? Mumble mumble.
Per questa ricetta ovviamente potete usare pure quelli gialli, che secondo me hanno lo stesso identico sapore.
Ah, anche quelli in scatola volendo. Al massimo dopo andate a confessarvi.
Procedete lavando le melanzane. Bucherellatele con una forchetta per evitare esplodano nel forno e cuocetele a 200 gradi per una ventina di minuti fino a quando saranno morbide.
Taglietele a metà, prelevate la polpa con un cucchiaio e mettetela in una ciotola.
Aggiungeteci i ceci lessati e tutte le spezie.
Frullate il tutto con un minipimer.
Formate con le mani inumidite delle polpettine della grandezza di una polpettina (chiaro no?) e rotolatele nei semi di sesamo.
Disponetele in una teglia foderata con la carta da forno. 
Irroratele con un filo di olio extravergine e cuocetele a 200 gradi per circa 10 minuti.
Per il simil-ketchup mettete in un pentolino il concentrato di pomodoro. Aggiungeteci l'aceto, lo zucchero e un pizzico di sale. Fate bollire per un paio di minuti.
Fatelo raffreddare e servitelo come accompagnamento alle polpettine.

Con questa ricetta sana, veloce, leggera, speziata e vegana partecipo al contest di VerdeCardamomo "La Ricetta del benessere".



lunedì 4 giugno 2012

Linguine vongole, carciofi e colatura di alici



Ingredienti per quattro persone:
350 gr di linguine
1 kg di vongole
4 carciofi
4 cucchiai di colatura di alici di Cetara
uno spicchio d'aglio
olio e sale 
mezzo limone
due cucchiai di farina


Questa volta siete fortunati: la pulitura delle vongole non fa senso nè a raccontarla nè a farla.
Certo, potrei comunque parlarvi di quando questi piccoli molluschi messi a mollo nell'acqua salata, lasciati in pace, con voi immobili come una statua mentre fischiettando li guardate di sottecchi facendo finta di niente, tirino fuori i tentacolini e si muovano con circospezione, ma non lo farò.
Vi racconterò invece di come sia meglio non fare quest'operazione (l'ammollo), dato che gli fa perdere i succhi più saporiti e di come sia meglio invece farle aprire direttamente in padella e sciacquarle velocemente dopo, ma calma che ci arriviamo.
Partiamo con la pulizia dei carciofi. Se avete le mammole buon per voi, io purtroppo avevo solo il classico spinoso che è simpatico da pulire quanto  l'abbraccio affettuoso di un riccio.
Iniziate tagliando il gambo, quindi staccate tutte le foglie esterne una per una fino ad arrivare al cuore.
Spelate i gambi infilando il coltello per i primi millimetri e tirando fino a togliere la parte filamentosa senza far scorrere la lama fino in fondo altrimenti spalmerete l'amaro. Tagliate i cuori in 4 e togliete la barbetta interna, tagliate i gambi a rondelle e buttate subito tutto in una ciotola con acqua acidulata con succo di limone per non farli ossidare.
Prendete una pentola alta nella quale andrete a cuocere le pasta, metteteci le foglie di scarto del carciofo, riempite con acqua e un pizzico di sale, portate a bollore e fate cuocere fintanto che preparate il resto. In questo modo prepareremo una sorta di brodo in cui cuoceremo le linguine per accentuarne il sapore perchè non so a voi, ma a me piange il cuore buttar via tutti quegli scarti. Con quello che costano i carciofi poi.
Passiamo alle vongole. Sciacquatele velocemente sotto l'acqua corrente per togliere la sabbia esterna quindi mettetele in una pentola alta e capiente (inspiegabilmente ad un certo punto si forma una schiuma abnorme che immancabilmente mi finisce sui fornelli). Chiudete con il coperchio, alzate il fuoco al massimo e lasciatele cuocere fino ad apertura completa dei gusci (circa 5 minuti). Prendete ora un colapasta ed appoggiatelo su una ciotola. Versateci dentro le vongole in modo da recuperare il liquido di cottura. Passate il colapasta con i gusci sotto l'acqua corrente in modo da togliere eventuali residui di sabbia. 
Mettete a bollire un pentolino con acqua e due cucchiai di farina e fateci cuocere i carciofi per qualche minuto (sbianchitura). Come potete vedere dalla foto io per motivi di alzheimer galoppante ho saltato questo passaggio (o quello del limone??!) e mi sono ritrovata con dei carciofi color verde militare in tuta mimetica.
Prendete ora una padella larga, versateci un filo d'olio, metteteci lo spicchio d'aglio schiacciato e fate andare qualche minuto a fuoco basso. Alzate la fiamma, scolate i carciofi e buttateceli dentro. Fate saltate leggermente poi abbassate di nuovo il fuoco ed aggiungeteci l'acqua delle vongole avendo cura di rifiltrarla con un colino a maglia fine. 
Togliete con una schiumarola le foglie dalla pentola della pasta e buttateci le linguine. Fate cuocere fino a 3/4 del tempo di cottura, tiratele su con una pinza e mettetele nella padella. Mescolate e risottate la pasta portandola a cottura aggiungendo, se necessario, un mestolo di acqua di bollitura. 
Togliete dal fuoco. Aggiungete le vongole (non prima che sennò diventano chewing gum), abbondante olio extravergine, la colatura di alici e mantecate per bene.

Con questa ricetta partecipo al contest Carciofando di Cupcakesdelirio!



venerdì 25 maggio 2012

Gelèe di fragole e cioccolato


Ingredienti per quattro persone:
300 gr di fragole
2 cucchiai di zucchero di canna
qualche goccia di succo di limone
1 cucchiaino di agar agar o 2 fogli di gelatina
50 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di olio di semi di girasole

Avete forse un deja vu??! No, non sto cercando di confondervi. E' solo che sono appena entrata nel tunnel dei budini e delle gelèe. Stampatevi bene nella mente questa immagine perchè la vedrete ripetutamente. 
Conoscete forse qualche modo per disintossicarsi? Cerotti, metadone, budini elettronici finti, club dei budinisti anonomi ecc.?? Vi prego. E' un problema serio. 
No perchè io sono così, mi piace sperimentare ma a periodi entro in loop. Lo scorso inverno c'è stata la fase dei passati monoverdura. Frullavo di tutto. Ero la versione di "Non aprite quella porta" ma con un miniper in mano e facevo strage di verdure. Poi sono passata ai gazpachi estivi, che in realtà sono la stessa cosa. E ora alle gelèe. Help me.
E poi ho visto il contest di Bianca dove il primo premio è una scatola di latta. Io ADORO le scatole di latta. Ne ho una per tutto: per i medicinali, per il set da cucito anche se non so cucire ma non si sa mai, per le cose da non perdere, per i biscotti, per il set per la pulizia scarpe anche se non ho il set da metterci ma la scatola era troppo bella, per i trucchi. Ma quella per il tè mi manca. Come potevo non gareggiare? No, ditemelo. Ho smesso di comprarle perchè non ho più posto, ma se la vinco....beh in quel caso non conta. Un posto da qualche parte si trova.
Quindi sommando questi due fattori, il risultato è questa gelèe alla fragola con cuore di cioccolato fondente. Che è davvero una goduria. 
La procedura è la stessa del tortino di peperoni
Frullate le fragole con due cucchiai di zucchero di canna e qualche goccia di succo di limone. Misurate il volume e mettete l'acqua necessaria ad arrivare a 500 ml (circa 200 ml) in un pentolino con l'agar agar. Fate bollire per cinque minuti e aggiungetelo alle fragole. Rifrullate il tutto e versatelo negli stampini. Fate raffreddare in frigo.
Preparate intanto il ripieno sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente con 50 gr di acqua e due cucchiai di olio di semi di girasole. Prendete i budini ormai solidi, svuotateli parzialmente e mettete gli avanzi in un pentolino. Versateci un cucchiaio di ganache di cioccolato e infilate in freezer per una decina di minuti. Sciogliete nuovamente gli avanzi di gelèe e versateli sul cioccolato non appena sarà leggermente solido per chiudere e sigillare i tortini. Infilate ancora in frigo per almeno un'ora. Sformate e servite.
Come già detto partecipo al contest Delizie senza lattosio di Bianca come il latte.